Hypnotheticall “A Farewell To Gravity” - logic(il)logic Records

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Hypnotheticall “A Farewell To Gravity”Il secondo full-lenght album degli Hypnotheticall, band sulle scene dall'inverno 1999, è un lavoro che tende a sfuggire ad una classificazione certa: in molti aspetti può essere definito Prog-Metal, ma presenta elementi di Psichedelia, Rock e Progressive-Rock.

In effetti, il sound della band è molto più originale, curato ed interessante nelle parti melodiche d'impronta Progressive-Rock, con arrangiamenti pregevoli ed eleganti che evidenziano una ricerca ritmica, armonica e sonora, ed apprezzabili interventi acustici.

Dove la musica è chiaramente di stampo Prog-Metal sembra esprimere invece meno personalità e fantasia, pur restando godibile e ben suonata: le strutture diventano a volte prolisse, le linee melodiche meno intense, ed anche il suono non convince completamente.

Il sestetto vicentino (Marco Ciscato: voce, Mirko Marchesini: chitarra, Giuseppe Zaupa: chitarra, Davide Pretto: tastiere, Luca Capalbo: basso, Francesco Tresca: batteria e percussioni) suona molto bene sia per quanto riguarda le performances dei singoli che l'impatto della band: anche dal punto di vista esecutivo - sia strumentale che vocale - le cose migliori sono quelle più distanti dall'ambiente Metal.

Hypnotheticall Tra i brani migliori c'è certamente la sognante "Drifting Dreamers", caratterizzata dall'uso di percussioni molto soft, da una linea di basso quasi danzante e da una melodia vocale distesa e suggestiva. Anche "Let Life Be An Origami" rivela una scrittura particolare e mantiene coerenza melodica anche nelle parti più energiche.

"First Draft of a Life" è ben costruita, con un refrain melodico di grande bellezza, parti d'arrangiamento originali e divertenti: riporta alla mente alcuni momenti di bands come i Rush.

Splendido il brano che chiude il disco: "Hiranyaloka" apre a visioni magiche con il suo intreccio di voci e l'uso psichedelico ed ossessivo di percussioni leggere e suoni acustici. L'atmosfera di questa fantastica ballata sembra uscita dalle pieghe del più visionario rock degli anni '70 - quello che reniterpretava il folk in chiave progressive e psichedelica, con bands come i Gentle Giant ed i Jethro Tull.

Edito da logic(il)logic e distribuito da Andromeda Dischi, “A Farewell To Gravity” è un album particolare, che potrà essere apprezzato più facilmente da chi è arrivato al Prog-Metal passando per l'ascolto del Progressive degli anni '70 ed '80, piuttosto che da chi intende il Prog come evoluzione "complessa" dell'Heavy. Un album che richiede più di un ascolto per essere compreso e goduto appieno, ma che vale sicuramente la pena dell'attenzione necessaria a fruirlo.

Guarda il video di "First Draft of a Life" >>

Guarda il video di "Drifting Dreamers" >>

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