Coma "Mindless" - Punishment 18 Records

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Coma "Mindless" copertinaI Coma si presentano con la loro prima fatica "Mindless", un biglietto da visita che delinea da subito la loro maturità artistica. Direttamente da Cagliari con furore, si sprigiona in nove tracce tutta la nuda violenza di un revival trash con i puntini sulle i.

Da subito si nota del tecnicismo spudorato e ben fatto, che butta in faccia musica cartavetrata, un graffio profondo che arriva a sanguinare.

Un vero "picchia duro", "Mindless" è trash allo stato grezzo, nella sua forma primordiale più assoluta, convinto e preciso.

La ferocia del cantato sprigiona potenza controllata, si posa con facilità su ritmiche accattivanti e tritacarne, dalla titletrack alla chiusura del disco non si arriva a fatica. Minuti intensi e validi, una vera goduria per gli old school trashers.

Impossibile trattenersi da un head banging sfrenato; il quartetto sardo (Fabio Sinibaldi : basso, Antonio Sanna: voce e chitarra, Daniele Manca: chitarra, Michele Sanna: batteria) ci rovescia addosso note veloci come una fucilata, ma lo fa con precisione impeccabile e grande capacità compositive: tutti i pezzi sono lo specchio di una band compatta, attenta ai dettagli e che sicuramente ha dedicato testa e cuore alla stesura dei pezzi.

Coma, la band sardaSi schiaccia play e si cade nel vortice di "Mindless", seguita a ruota da "Full of nothing" che non abbassa di certo il metronomo, anzi, richiama maggiore attenzione sulle volate chitarristiche che rincorrono una batteria aggressiva e martellante.

"Last Aim" è un'altra mitragliata, ma con uno stacco di basso degno di nota, che introduce un solismo colorato delle due sei corde. In "Again" troviamo un ospite illustre, Craig Locicero dei Forbidden: brano meno immediato ma dai riff pesanti e posati, sa comunque conquistare.

"No Love" e "Only Hate" seguono a ruota con delle scariche adrenaliniche a velocità supersonica, per lasciare spazio a "My venom inside" e "Under Attack", dove fuoco e fiamme si attorcigliano in cattiveria inaudita. "Old man" chiude il capitolo senza pietà, con tutta la forza rimasta in corpo.

Punishment 18 Records ci delizia con un lavoro prodotto bene, la registrazione curata rende gradevole l'ascolto di questi quattro musicisti che sanno il fatto loro. Le influenze stilistiche sono spudorate e ricalcano coordinate precise, il nome degli Overkil non dovrebbe suonare distante per chi mastica trash.

Se da un lato possiamo considerare i "Coma" il risveglio di un genere disperso, dall'altro dobbiamo evidenziare che l'originalità è un po' trascurata e il rischio è quello di rimanere nell'ombra dei grandi nomi che hanno già scritto pagine di storia.

Non una band blasonata, ma un omaggio ben fatto che tende ad emulare partiture già nere di inchiostro. Nota di merito per un esordio che per ora appaga i nostalgici, aspettiamo con ansia la prossima scarica elettrica.

Ascolta online "Again" >>

 

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