Joe Sal "Live at Scimmie"

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Joe Sal - Live @ ScimmieUn uomo e la sua chitarra: fino a che punto può spingersi questo rapporto? Ce lo mostra bene Joe Sal nel suo album Live at Scimmie, col suo mix di Rock, Folk e Country.

Attivo dal 1999, Joe prende parte a diverse esperienze come chitarrista e cantante in varie band, prima di inaugurare un progetto solista con brani originali nel 2012, ed arrivare al "Live at Scimmie" nel 2013.

L'Artista si esibisce da solo con la sua chitarra, e ci presenta con questo live album un'esibizione di puro cantautorato Rock in inglese, registrata nel noto locale di Milano "Scimmie".

"Live at Scimmie" contiene sei brani, e si presenta come un interessante intrico di idee delineate dal rapporto antifonale del rockman con la sua chitarra: una perfetta integrazione tra strumento e voce che niente invidia alla tipica formazione della band e che affascina nella continua trasformazione ritmico-melodico-armonica.

Interessante appunto il lavoro ritmico-armonico mai scontato e presente in tutti i pezzi, che delinea i passaggi delle varie zone tematiche con frequenti modulazioni lontane e dissonanti.

Le linee vocali risultano precise e riconoscibili, descritte da una vocalità insolita e piacevole che sorprende nei vari passaggi a tratti virtuosistici e che segue ed insegue lo strumentale. Ricordandoci che è un live album, che non valorizza per niente il lavoro di scrittura, non si può fare a meno di apprezzare l'interpretazione vocale anche se a tratti dissonante, per non dire stonata.

Joe SalC'è il Rock, c'è del Country, c'è del Folk Rock, c'è del Soul, un mix originale di temi ed influenze che sorprende dal primo ascolto.

"In the News" apre con un lamento, un vocalizzo che presenta una delle facce del disco, quella più intimista e dolce, per poi passare al lato più movimentato con l'inizio vero e proprio del pezzo in cui la chitarra distingue progressioni di accordi accompagnando la melodia della voce.

"She-Cat" propone una ritmata progressione accordale al limite del blues ed una melodia distesa in contrasto. Interessante l'analisi introspettiva del testo e la modulazione del bridge. "No Lie" è il brano più interessante del disco: riprende il discorso musicale di "What I Live" e lo amplia decisamente, in una continua concatenazione di idee e sensazioni contrastanti.

La dolcezza confusionaria delle prime note che aprono il brano, in cui sembra che Joe si stia accordando, lascia il posto ad una fila indiana ordinata di arpeggi sotto al cantato, per poi passare al ritornello attraverso un'interessante modulazione che sottolinea l'importanza del testo poetico in inglese. Dagli arpeggi si passa ad una quasi aggressiva successione di accordi che presenta il ritornello sotto una diversa luce.

I brani sono interessanti e pieni di spunti tematici originali, un lavoro maturo e pronto per essere ascoltato che si inserisce nella tradizione cantautorale Rock a pieno titolo. Il "live album" è una scelta difficile e come già detto non valorizza a pieno la qualità del disco, che avrebbe molte più possibilità se presentato in altro modo.

Guarda il Video di "Meet Someday" >>

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