Gabriels “Prophecy” - Indipendence Records

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Gabriels "Prophecy"“Prophecy”, Rock Opera del pianista e compositore siciliano Gabriels (che, dopo una serie di EP/demo, giunge alla prova del full-length), può essere collocato sulla scia dei lavori di famosi e blasonati gruppi come Avantasia ed Aina.

Ci si aspetta che “Prophecy”, ideato e realizzato da un pianista/tastierista, sia inondato da orchestrazione ed assoli ridondanti: è esattamente così, ma fortunatamente c'è dell'altro ed i brani risultano comunque godibili.

La Rock Opera (definita così dallo stesso Gabriels, ma è forse più esatto parlare di Symphonic Power Metal) è dedicata all'attentato delle Torri Gemelle; il concept si sviluppa attraverso l'utilizzo di diversi personaggi, interpretati dai cantanti che hanno partecipato.

Il profeta (Mark Boals) ha il presagio di quanto accadrà e la sua anima (Dario Grillo) prega affinché ciò non avvenga; il suo migliore amico Ray (Iliour Griften) è un soldato che viene chiamato alle armi, mentre la giornalista Miss Io (Ana Maria Barajas) viene inviata sul luogo dell'attentato.

Nella sezione strumentale compaiono guests di livello: oltre alla lineup base del progetto (Dario Beretta: chitarra, Antonio Pantano: chitarra, Salvatore Torre: basso, Antonio Maucieri: basso, Giovanni Maucieri: batteria), troviamo Andrea “Tower” Torricini dei Vision Divine (basso e chitarra), Simone Fiorletta dei Rezophonic (chitarra) e Davide Perruzza dei Metaphysics (chitarra).

Dopo l'intro strumentale “September 11” l'album esordisce con “Omen”, piacevole mid-tempo nel quale Mark Boals ci regala una buona performance; il pezzo scorre piacevolmente fino ai quasi due minuti del primo degli interminabili assoli di tastiera che popolano “Prophecy”. Ben eseguite, interessanti e valide invece le parti di chitarra di questo brano.

GabrielsIl disco prosegue con le due canzoni più riuscite del lotto: “Pray to end all wars” è un'ottima ballad nella quale Dario Grillo (ex vocalist dei Thy Majestie) ci regala un'ottima prova intrisa di feeling e carisma, mentre “Falling Star” accelera il passo (dopo un'intro neoclassica di oltre un minuto, non molto incisiva) e ci presenta un Iliour Griften (Clairvoyant, Beto Vazquez INFINITY ) convincente ed efficace.

Si continua con “The Crack”, “Shadows” e “Things of the world”, che vedono l'ingresso di Ana Barajas, ma tuttavia scorrono meno brillantemente delle precedenti anche a causa di alcuni errori nel mix, soprattutto per quanto riguarda le voci.

“We need peace” ricattura l'attenzione dell'ascoltatore e ritorna su ritmi più sostenuti, ma la successiva ballad “Roar for peace” rallenta nuovamente la scorrevolezza del disco.

L'album si conclude con “Go to the fight”, un brano di sette minuti, troppo lungo rispetto a quello che effettivamente ha da dire - considerando soprattutto gli oltre tre minuti di assoli di tastiera, e con la ballad conclusiva “I can't live forever”.

“Prophecy” presenta delle buone idee che vengono però sommerse dall'eccesso di assoli o intro di tastiere. Questo va anche a nascondere, ed in parte a svilire, il buon lavoro di chitarre che è stato svolto dalla band di background e dagli ospiti.

Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato al Soundimension Records di proprietà dello stesso Gabriels: sono presenti alcuni errori (o quantomeno delle scelte fortemente dubbie) nel mix, che rendono confuso e poco intellegibile l'avvicendarsi delle varie voci.

In conclusione, “Prophacy” è un album che si lascia ascoltare grazie a brani che restano assai godibili e ben arrangiati. E' tuttavia penalizzato da scarso equilibrio (in particolare nell'uso eccessivo, che spesso non appare funzionale allo sviluppo delle songs, di synth e tastiere) e da una produzione non proprio perfetta in ogni dettaglio; consigliato comunque agli amanti del Symphonic Metal.

Ascolta il Teaser / “Making of” di “Prophecy” >>

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