ANVIL THERAPY “Away from Here” - Underground Symphony

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ANVIL THERAPY - “Away from Here”Un grande debutto per i fiorentini Anvil Therapy, che ci presentano un viaggio nei meandri dell'inconscio ai confini della realtà con il loro “Away from Here”, edito da Underground Symphony Records.

Un Progressive in piena regola, di quelli fatti bene, una rivisitazione personale del genere che ben riassume la peculiarità artistiche e le capacità tecniche di tutti i membri della band.

Andrea Betulanti (voce), Alessandro Berchicci Soave (chitarra), Dario Calamai (tastiere), Stefano Filipponi (basso) e Michel Agostini (batteria) ci presentano un album denso di sonorità oscure, di introspezioni, di richiami onirici che loro stessi definiscono “Un viaggio introspettivo negli angoli nascosti della mente umana che racconta fissazioni, debolezze e la follia che può tormentare. Ogni canzone è una storia, tutte collegate tra loro da un Progressive Metal potente, melodico e puro.”

I numerosi cambi ritmico-melodici ben rappresentano quei tormentati processi della mente umana sempre in preda al cambiamento, e gli stati ansiosi e nervosi del nostro profondo.

Tutto risulta perfettamente inquadrato in un'idea precisa, un discorso musicale ben pensato e coordinato da interessanti arrangiamenti, che lascia molto spazio alla tecnica virtuosistica non indifferente di tutti i membri, che fuoriescono a turno dall'insieme ritagliandosi spazi solistici.

La musica strumentale è qui la protagonista indiscussa di tutto “Away from Here”, ed interagisce con la melodia vocale che purtroppo risulta l'elemento meno riuscito di tutta l'opera, eseguita da una vocalità non del tutto convincente.

I suoni appaiono molto ben curati, catapultano l'ascoltatore in un'atmosfera introspettiva ed onirica, seguiti da una strutturazione musicale ben definita e limpida che definisce perfettamente il sound della band fin dalle prime note. Sound peraltro molto affine a quello del Progressive Metal che conosciamo, e sul quale si poteva forse sperimentare e giocare di più.

I testi ricalcano le situazioni emotive tormentate ed angosciose, e si inseriscono nella tradizione letteraria dark.

Un'intro strumentale ai limiti del rumorismo “Entrance” ci inserisce gradualmente nell'atmosfera cupa di tutto il disco e ci proietta nella dimensione ansiosa e onirica del sound degli Anvil Therapy.

ANVIL THERAPY - band“Coming Home” esordisce improvvisamente con un tema distorto elettronicamente e trascina con sé la band nella ripetizione. L'atmosfera si attenua ed i contorni sbiadiscono presentandoci la prima strofa vocale: una serie di flebili cori ed interventi pianistici molto interessanti ci conducono al ritornello trascinandoci in una serie di situazione emotive contrastanti d'impatto. Le tastiere di Dario Calamai rimangono protagoniste incontrastate del brano e sfoggiano un virtuosismo compositivo ed esecutivo invidiabile.

L'eccessiva durata del brano (come di molti altri) disturba l'ascolto mettendo un po' troppa carne al fuoco senza un collegamento preciso e ben riconoscibile tra le parti.

Ritmicamente complessi e profondamente oscuri semanticamente, gli Anvil Therapy ci regalano con la title track “Away from Here” un altro interessante vorticoso percorso musicale che mette in luce le brillanti capacità compositive ed esecutive del batterista Michel Agostini.

“Far from Reality” risulta la traccia più interessante di tutto il disco, esordisce con un'intro molto inquietante di tastiera ripresa subito dalla chitarra, e segue con una vocalità grottesca ed oscura. L'ambient della traccia è sicuramente il più riuscito, e si perde meno nel vacuo virtuosismo rispetto alle altre, concentrandosi più sull'impatto espressivo ed emotivo.

Con le riserve del genere, si trovano in “Away from Here” molti spunti tematici ed espressivi interessanti troppo spesso però purtroppo soffocati dall'eccessiva voglia di mostrare un virtuosismo tanto caro al Progressive, che finisce a volte nel risolversi in uno sterile tecnicismo.

Gli Anvil Therapy riescono comunque a ben rappresentare uno stato interiore preciso musicalmente, il consiglio è quello di ascoltare “Away from Here” e di seguirli in concerto.

Guarda il Videoclip Ufficiale >>

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