ArtemisiA "Stati alterati di coscienza" - Videoradio

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Artemisia - copertinaL'Hard Rock che non ti aspetti e che ti trafigge col suo groove incisivo è degli italiani ArtemisiA, che ci presentano il loro terzo album dal titolo “Stati alterati di coscienza”.

Il disco propone un collage di tessuti emotivi più che un percorso vero e proprio, un flusso ininterrotto di “Stati alterati di coscienza” appunto, che alternano, apparentemente senza logica compositiva, urgenze chitarristiche violente a momenti di respiro riflessivi.

Glia ArtemisiA nascono nel 2006 dall'incontro artistico di Anna Ballarin (voce), Vito Flebus (chitarra /cori), Ivano Bello (basso/cori) e Gabriele “Gus” Gustin (batteria/cori); pubblicano nel 2007 il loro primo album self titled “ArtemisiA” e nel 2009 “Gocce d'assenzio” che riscuote un buon successo radiofonico, per arrivare nel 2013 a “Stati alterati di coscienza”.

Il graffio dei potenti riff di chitarra lo si sente fin dalle prime note, e si incastra molto bene con le dolci melodie nostalgiche che sorprendono all'improvviso, un bel mix di sonorità derivanti dallo Stoner Rock.

Una vocalità decisa scandisce testi poetici di carattere mistico in contrasto con le sonorità aspre e vertiginose del discorso musicale.

“Stati alterati di coscienza” è un album ben concepito, di rugginose distorsioni e motivi melodiosi che in un climax di tensione esplodono nei ritornelli come nella migliore tradizione Hard Rock.

La voce la fa da padrona: presenta immagini e metafore ermetiche, intrise di misticismo e mitologia, accostate ad un discorso musicale d'accompagnamento ben congegnato, un tessuto di motivi Stoner che riecheggia però gli anni '80. I testi in italiano trattano temi contemplativi e mitologici antichi per il tramite di un linguaggio poetico denso di atmosfere inquietanti, metafore Doom e dissonanze stridenti che necessitano di svariati ascolti per la comprensione.

La vocalità declama le frasi avvicinandosi ad un recitar cantando epico più che cantare propriamente, questa scelta artistica lascia un po' perplessi rimandando il tutto al gusto personale.

“La strega di Port'Alba (Maria la rossa)” esordisce con effetti rumoristici al limite del tribale per poi esplodere in un imponente riff chitarristico ripetuto anche sotto al cantato. Il ritornello urla “Non mi guardare!” che rimbomba come una minaccia pericolosa della strega. C'è del Metal qui dentro, il sound è cupo, l'atmosfera vocale è inquietante e sinistra, soprattutto letterariamente.

ArtemisiA - la band“Il bivio” presenta un giro di basso trascinante in cui i bpm sembrano salire costantemente. Molto interessante la discesa accordale alla fine di ogni frase ed il cambio chitarristico della seconda frase. Un po' ripetitivo il dimezzato sul ritornello e l'ascesa melodica vocale presente praticamente in tutti i pezzi.

“Insana apatia” è il brano più interessante musicalmente e letterariamente di tutto il disco. Un grande presupposto chitarristico introduce il pezzo per qualche secondo per poi ridimensionare l'atmosfera tramite un abbassamento generale e la presentazione di un arpeggio malinconico e nostalgico che sorregge un testo poetico degno di nota. “Si impara a respirare tutta l'aria che fa male, questo per restare al centro del tuo piccolo universo” - risulta interessante anche la linea melodica evanescente che lascia l'amaro in bocca quel giusto che basta. Forse i ritornelli risultano un po' fiacchi nel loro esplodere nel wall of guitars, ma il cambio ritmico risveglia l'attenzione prima dell'ultima ripetizione.

“Mistica” risulta anch'essa interessante, sopratutto dal punto di vista sonoro, vocale e letterario, nonostante riprenda l'impianto di “Insana apatia”.

Globalmente l'idea poetica del disco è interessante, un sound che incanala e sprigiona la sua forza nella raffigurazione di immagini introspettive contrastanti, aggressive e al contempo dolcemente intimiste.

Gli ArtemisiA riescono nel loro intento di ritrarre una situazione interiore inquietante, descrivendola misticamente nei testi tramite il mito letterario e musicalmente con l'accostamento sonoro di dissonanze ritmiche, armoniche e melodiche.

 

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